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Qual è il modo migliore per scrivere per il web? E soprattutto: esiste davvero IL modo migliore per farlo?

Tieni d’occhio la grammatica per scrivere per il web correttamente

Errori grammaticali da evitare per scrivere per il webScrivere in modo corretto, cercando di evitare brutti strafalcioni grammaticali, è importante.
Anzi, fondamentale.
In realtà dovrebbe essere la prima regola da applicare proprio per scrivere in generale, al di là del web.
Viviamo tempi veloci, lo capisco, ma usare la x al posto del per, saltare gli apostrofi, far finta che il congiuntivo non esista, no, io proprio non lo comprendo.
Non sono una grammar-nazi. O forse anche sì (mi chiamano maestrina dalla penna rossa, ma non ditelo troppo in giro!!).
Ma io proprio non mi capacito. Perché non possiamo usare forme corrette? Perché dopo tanta fatica sui banchi di scuola dobbiamo disimparare la regole di una buona grammatica?
E tutto sommato non ci vuole poi tanto.
Se non sai come si scrive qualcosa, non c’è niente di male: aiutati con tutti gli innumerevoli strumenti esistenti.
Online ce ne sono molti. Ad esempio quando ho dubbi atroci che mi assalgono, io utilizzo il Vocabolario Treccani per essere certa della correttezza formale di alcune parole.

L’italiano: che bella lingua!

La lingua italiana è bella. Anzi è bellissima. È come un bellissimo prisma di cristallo. Un arcobaleno di colori e sfumature.
La lingua Italiana è bella. Dunque: usala e usala al meglio che puoi. Anche quando c’è da scrivere per il web. Non dico che bisogna scrivere in rime o in endecasillabi incatenati. Ma ogni parola ha un suo significato puntuale. Allargare il proprio vocabolario non è un reato: fallo!
Non puoi comunicare agli altri se non ti sai esprimere correttamente.
Dice: eeeeeh! Ma stai sul web, mica nel salotto buono dell’Accademia della Crusca? Poi se scrivi in modo complicato nessuno ti capisce!
E invece no.
Non sono d’accordo. E la penso così grazie al mio faro della lingua italiana scritta: Italo Calvino. Le sue parole non sono mai casuali. Sono attente. Misurate. Eppure sono ricercate.
Racconta le cose in modo chiaro, ma usa le parole giuste.
La penna di Italo Calvino è emblematica: usare termini ricercati non vuol dire diventare meno accessibili.
Il primo passo per utilizzare bene una lingua è leggere. Leggi tanto. Sempre.

Scrivere per il web usando l’empatia

L'empatia serve per scrivere per il webL’empatia.
Sì lo so, empatia it’s the new resilienza. Termine usato e abusato.
E intanto è fondamentale se stai scrivendo per qualcun altro.
Pensaci un attimo.
Comunichi per farti capire, per farti ascoltare. Se parli con uno straniero, che fai? Gli parli in italiano o cerchi una lingua che possa essergli comprensibile? E quando parli ad un bambino?
Ecco, il punto è che prima di scrivere dobbiamo capire chi vogliamo che si soffermi a leggere.
A chi parli quando scrivi? Mettiti nei suoi panni.
Cosa gli piacerebbe ascoltare? In che modo puoi dirglielo affinché ti ascolti con più interesse? Bisogna riuscire ad immedesimarsi nel lettore, nel cliente.
Lo sforzo sarà ancora maggiore quando ti trovi a scrivere per qualcun altro. Devi pensare a chi sarà il destinatario delle tue parole. Ma devi anche immaginare di essere la persona da cui il messaggio parte.
Che tipo di persona è? Come vuole apparire, a sua volta, ai suoi clienti? Avere ben presente il target di riferimento è dunque il primo passo da compiere.
Dopo un’attenta profilazione clienti.
Vero è che il top sarebbe riuscire ad esprimersi in modo universale. Che arrivi a tutti. Che sia chiaro, comprensibile, accattivante.
Ma questo è, appunto, il top.
E non tutti quelli che scrivono sono Italo Calvino!